A noi le banche non ci fan paura, NO!
Le ultime fredde notti di Dicembre del Nord Italia sono state complici di un blitz da parte di Ordine Studentesco contro il signoraggio delle banche e il governo Monti. Dal Veneto all’Emilia, dal Trentino al Piemonte, fin in Lombardia come rapida aquila il nostro ideale s’è scagliato contro chi spende il nostro futuro con i nostri soldi, contro chi si sostituisce al popolo sovrano,
CONTRO CHI OSTACOLA LA GIOVENTU’.
NOI MARCIAMO.
Ordine Studentesco Modena invade Sassuolo
OS CONTINUA LA MARCIA:
Dopo Fivizzano l’attenzione si sposta sulla città di Carrara dove Ordine Studentesco finalmente trova la possibilità di lavorare per avvicinare ai propri Ideali i giovani toscani. Carlo Caleo con l’aiuto di Francesco Ricciotti –responsabile OS Fivizzano- ha intenzione di occuparsi della sua città con serietà e passione dicendosi pronto e voglioso di collaborare con le altre organizzazioni della zona.
UNITI SI VINCE!
Ufficio Stampa e Propaganda di Ordine Studentesco Nord italia
OS LOMBARDIA, L’ITALIA E’ CULTURA E LA CULTURA E’ TRADIZIONE:
UNA BREVE RIVISITAZIONE STORICA CULTURALE
Lo possiamo dedurre dalle innumerevoli aquile presenti alle spalle di Cesare e dai suoi legionari: genti del popolo, soldati da prima linea, simbolo della potenza romana. Vercingetorige si presenta a cesare sul suo cavallo: ha le braccia tese, le mani aperte: ha appena gettato la sua spada ed e' osservato da un Giulio Cesare che, come i suoi generali dietro di lui, non nasconde uno sguardo di disprezzo innanzi al capo della rivolta barbara.
Una delle guerre che crearono le fondamenta della nostra storia antica: da qui, poi, Roma creo' l'impero che tanto ci onora e tanto ci sta a cuore.
Passiamo ora all'Eta' di mezzo, una parte ci interessa tra le varie lotte comunali e poi signorili. Sforza, Medici, Montefeltro, Borgia, Colonna ecc.. ecc.. Ma ci fu un punto di svolta fondamentale, ovvero la prima guerra condotta per l'unita' dei popoli Italiani: Legnano.
LEGNANO, UNA VERITA' NEGATA
Una storia strumentalizzata dalla lega: un Alberto da Giussano mai esistito, forse, che guida "Alla carica" la Compagnia della Morte. Le insegne? Sono le croci di Milano e di Roma, i preti seguono il carroccio e si parla d'unita' delle citta' del Nord ITALIA, non della padania.D'Azeglio, nel 1831 ci ragala quest'opera: un carroccio bandiera al vento con in primo piano la Compagnia della Morte e l' imperatore Barbarossa disarcionato. Un'immagine di parte, certamente. D'Azeglio sappiamo essere un ferventissimo patriota, quindi concepibile e' la sua voglia di umiliare l'impero oppressore della nostra Patria da quest'epoca fatta di cavalieri, giostre ed idee rivoluzionarie.
Il sogno d'unita' crollera' miseramente a causa dell'avidita' di alcune famiglie principali sulla vita politica italiana dell'epoca. Oltre a Lorenzo de Medici, che si occupo' di mantenere la pace in tutta Italia durante la sua vita, nessuno si preoccupo' mai di riunificare, militarmente o meno, la penisola italica.
Saltiamo ora nell'eta' moderna: la fine del'700 ovvero dell'Eta' dei Lumi, che si vedono spinti dal fermento idealistico iniziato dal "Grand Siècle" di Luigi XIV.
Arrivano nuove idee, nuove emozioni e nuovi sentimenti: un giovane generale de Buonaparte, ritratto da Horace Vernet, guida le truppe francesi alla liberazione d'Italia sul ponte di Arcole. E' il 1796.
Si creano la Repubblica Transpadana e la Repubblica Cispadana, ovvero la prima che comprendeva le zone del vecchio Ducato di Milano e la seconda che comprendeva i territori bolognesi.
Ma sara' con il ritorno di folgore dopo Marengo che l'ex generale, ormai Primo Console, fondera' la Repubblica Cisalpina con il Conte Melzi d'Eril vicepresidente. Un trionfo di immensa Italianita'. Sotto di essa si sviluppano le arti, la cultura, la scienza. Ricordiamo Volta e la pila, Foscolo ecc… Gli italiani, entusiasti si arruolano nelle truppe repubblicane e dimostreranno al mondo d'essere ancora in grado di battersi.
Il vicere' Eugenio guida con coraggio i nostri reggimenti alla difesa della pianura lombarda e solo attraverso la vergognosa rispartizione di Vienna (1815) l'Italia tornera' nell'oblio della storia e nella schiavitu' austriaca.
LA CARICA DEI BRAVI
"Una dozzina di carabinieri a scorta personale e di avanguardia del re Carlo alberto e del suo Stato Maggiore, si imbatterono nell'improvvisa azione di fuoco di un'unita' austriaca. Il maggiore Alessandro Negri di Sanfront, temendo per l'incolumita' del sovrano, ordino', senza indugio alcuno, la carica. Carica che trascino' lo stesso sovrano ed il suo corteo. Quest'azione improvvisa ruppe la linea nemica e spazzo' il fronte nemico dal colle le Bionde."
Un breve racconto della carica piu' famosa della nostra storia.
Mancano ancora molti anni all'unita' eppure l'eredita' della Rivoluzione Francese si fa sentire persino da noi: i milanesi chiamano a gran voce l'esercito piemontese. Vogliono che esso scacci le truppe austriache dall'Italia.
Un compito arduo, senza alleati. Dopo varie indecisioni il "Re tentenna C.Alberto" dichiara guerra all'Austria.
Un piccolo staterello contro un impero. Sembra la ripresa del periodo precedentemente rivisitato. La vittoria sembra sorridere ai Piemontesi e lo vediamo nella confusione di questo dipinto: una carica non trionfale, ne ben organizzata ma avventata e sicura. Cosi' ce la pone, come crediamo sia avvenuta, Vincenzo Giacomelli.
Ma ecco che Carlo Alberto ed i suoi generali non si intendono. Perdono tempo, Radetzky si riorganizza nel "quadrilatero" e a Custoza sbaraglia le esauste e mal comandate truppe savoiarde.
Non e' piu' tempo di quadri, forse nemmeno piu' d'eroi a spada estratta o di romanticismi: si muore per la liberta': ancora una volta lo scenario e gli avversari sono sempre quelli.Legnano, Pastrengo… PIAVE. Seicento mila vite immolate per difendere il confine invalicabile ed indiscutibile della Patria, un milione di mutilati e feriti di guerra a testimoniare l'eroismo di un popolo appena nato ma in piedi da sempre, un popolo che si prepara a fare il suo grandissimo ritorno in pompa magna nella Storia.
Soldati in trincea, fotografie quasi sbiadite, senza autori. Chi siete soldati? Questa domanda ci riporta a Pascoli: "Di che reggimento siete, Fratelli?".
Dal Piave nessuno passa e, anche dopo Caporetto e la destituzione di Cadorna, le truppe si riprendono, s'avviano di nuovo a baionetta inestata a combattere non per uomini, non per idee ma per la Nazione.
Un miraggio diviene realta': un popolo di contadini sconfigge da solo l'impero piu' potente della storia. Dal Medioevo al periodo napoleonico e poi altri cent'anni di totale invincibilita'. Gli italiani mangiaspaghetti gliel'hanno fatta in barba ancora una volta!
Ecco alcuni nostri soldati in scene quotidiane. "TUTTI FUORI! Siamo uomini. Siamo eroi!"
QUANDO L'EUROPA SPERAVA: DA ROMA AL DESERTO, DALLA SPAGNA ALLA STEPPA
Tutti, nessuno escluso, si riconoscono nella nuova Patria di Mussolini: un'Italia forte, sicura, decisa, rispettata, sognata, realizzata. E' l'Italia Littoria.
Noi fummo battuti combattendo contro il mondo intero. Il comunismo cadde su se stesso.
Ricordiamo ad El Alamein i ragazzi della Pavia e della Folgore in buca, a mani nude contro i carri inglesi.
Un ferreo "Monty" scende dalla jeep e fa il saluto militare ai giovani militi d'Italia. Folgore, Pavia.. poi la Decima M.A.S. poi via con la Gran Sasso, gli alpini di Russia e la gloriosa R.S.I. Il secolo di Mussolini, il secolo della potenza Italiana.
IL MONDO DEL FUTURO: STATO SOCIALE ED OS, SOLO COSI' VA L'ITALIA!
OS MONZA E BRIANZA PARTE CON LE ATTIVITA’:
PRONTI ALL'AZIONE!
O.S.
Monza e Brianza si organizza richiedendo nuovo materiale: volantini, adesivi, giornalini e raccolte fondi casa per casa.
La gente sembra voler bene a chi si da da fare per salvare il destino della Nazione in questo bruttissimo momento.
C'e' chi vede in noi il futuro, chi il riscatto, chi l'orgoglio o chi, piu' semplicemente, la loro immagine riflessa di quando erano giovani.
Sta pero' di fatto che O.S. nelle zone Briantee continua a raccogliere consensi piano piano, anche tra chi non si e' mai avvicinato molto alla realta' Cameratesca.
- Nei seguenti giorni – fa sapere il responsabile regionale di O.S., il nucleo di Monza e Brianza composto da 5 ragazzi e altri diversi appoggi nella zona briantea, usciranno allo scoperto durante i mercati, con i gazebo ufficiali e si faranno notare per l'intensa attivita' propagandistica che verra' attuata su tutto il territorio di loro competenza. Non ci sara' palo, stazione o scuola che non vedra' almeno 10 nostri volantini appesi. Siamo sicuri che questa nuova aria, questa nuova vita, portera' ad esaudenti risultati. Grazie anche alla collaborazione della "Vecchia" (per cosi' dire) "Guardia" che non si risparmia nel chiedere permessi o nel stare sotto ad un gazebo con il fretto invernale che incalza.
A loro un grande elogio ed un grande ringraziamento per la guida che ci offrono.
AVANTI, RAGAZZI!
Roberto Donghi OS Lombardia
Lettera del referente del Nord Italia Lorenzo Rizzo alla comunità di OS Modena
-E’ tempo che mi dedichi completamente al Nord Italia per accudirlo e farlo crescere al meglio, per questo lascio che qualcun altro si occupi del coordinamento del territorio modenese. E’ giusto che dia spazio ad altri ragazzi che se lo meritano e che so che possono lavorare come e meglio di me. Ritengo dunque, che il mio posto debba essere preso da Eugenio Albano, che in quattro anni si è sempre distinto come ragazzo interessato, intelligente e di giusti e saldi ideali. Ho impostato ormai Ordine Studentesco a Modena, resta il compito più difficile, farlo crescere, ma se alimentato in modo corretto e coscienzioso il fuoco dell’Azione può divampare nell’intera regione. Faccio i miei più cari auguri al mio amico Eugenio, consapevole che farà del suo meglio per la sua città e per il movimento-.
Lorenzo Rizzo – Referente Ordine Studentesco Nord Italia
il neo-responsabile di OS Modena






































